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Domenica 12 febbario 2012,
sotto le pendici del nostro monte , verrà ripetuta l'antica tradizione del canto dei dodici mesi. Quest'anno il canto verrà proposto anche da un gruppo di bambini del borgo di Foresta. Dal mattino inoltrato sino alle ore 13,30, i cantori grandi e piccini, porteranno la tradizione nelle famiglie. Alle 13,00, infine ci si riunirà nella piazza dell'associazione per festeggiare come si conviene con la degustazione dei prodotti geniuni locali, mentre i bambini potranno partecipare ad una serie di giochi popolari.

DOPO LA FESTA DEI DODICI MESI, CONTINUA A FORESTA L'OSSERVANZA DELLE TRADIZIONI DELLA CULTURA CONTADINA:
La potatura dei vigneti e degli ulivi, lasciata dai contadini nelle loro terre in attesa di essere poi portate nei posti dove verranno fatti i falò.
Con questa legna verranno infatti creati dei grandi e pirotecnici falò per illuminare la notte di San Giuseppe, con un rituale che si conserva nei tempi. Queste pire fin tempi antichi venivano accese in segno propiziatorio e servivano ad ingraziarsi le forze della Natura, ad indicare che l’inverno con i suoi rigori e le sue miserie cedeva il passo alla primavera, quindi l’avvento della stagione dei raccolti e della rinascita della natura.
La tradizione non s’è persa ed ancor oggi, girando qua e là si possono vedere i falò accesi nel segno di una tradizione che riunisce le famiglie.
Nella serata vengono distribuite cibo, dolciumi e vino. Quando le fiamme del falò sono ormai basse e la notte tarda, aiutati dal vino e dal cibo che contribuisce a dare coraggio, molti sfidano il fuoco saltandogli attraverso.
Il rituale affonda le sue radici in epoche storiche lontanissime, i salti avevano l’inconscio significato dell’uomo che sfida e domina le forze della natura.